Di seguito e in allegato contributo alla controinformazione e alla lotta
contro l'attacco alla scuola pubblica da parte del governo Renzi.
Collettivo Tazebao
Una “buona scuola”... per i padroni!
Per fare una politica di destra occorre un governo della sinistra borghese.
L'aggettivo lo aggiungiamo noi, ma sostanzialmente il fu padrone Agnelli,
quando pronunciò questa frase, aveva visto giusto, e se fosse vivo avrebbe
l'ammirazione e il lecchinaggio che il governo Renzi sta sciorinando nei
confronti di Marchionne, il padrone attuale di Fiat.
Così il ddl cosiddetto "Buona scuola" all'esame del senato in questi
giorni è riuscito a racchiudere il peggio che i governi precedenti,
da Berlinguer in poi, hanno proposto in materia di politiche scolastiche.
Vediamo di analizzarlo nei suoi aspetti più importanti.
Vengono assegnati superpoteri ai presidi che avranno la possibilità di
gestire la “fabbrica scuola” a loro piacimento (modello Marchionne). Sotto
lo slogan propagandistico “potenziare l’autonomia scolastica”,
potranno disporre di albi territoriali dai quali, ogni tre anni,
scegliere e selezionare gli insegnanti che, anche se di ruolo,
perderebbero la propria titolarità (la “cattedra”), trasformandosi
in un esercito di lavoratori ultraflessibili e ricattabili.
I dirigenti dovranno soltanto consultare gli organi
collegiali della scuola, come il collegio dei docenti, e in più
avranno la possibilità di premiare con svariati migliaia
di euro anni lo "staff del 5%", insegnanti premiati secondo
criteri arbitrari e insindacabili dalla presidenza che
avranno il ruolo di Kapò con i colleghi. In questo modo verrà
attaccata pesantemente la libertà di insegnamento, poichè saranno
assunti solo gli insegnanti che dimostreranno la propria fedeltà e
sudditanza al dirigente sottoscrivendo il Piano dell’Offerta
Formativa redatto dallo stesso e anche la conflittualità
Sindacale verrà azzerata dalla paura di non avere il contratto
rinnovato.
Ultimo aspetto, ma forse il più importante: questo
decreterà la consacrazione della scuola di classe: gli insegnanti
migliori, i più allineati, lavoreranno nelle scuole dei quartieri borghesi;
gli altri, i non allineati verranno spediti nelle scuole diperiferia a
stipendi ridotti e con lo spauracchio del demansionamento.
“Compra nei nostri supermercati: raccogliendo i punti, potrai
ricevere una LIM (lavagna multimediale) per la scuola dei tuoi
figli!”.
In molte scuole pubbliche, medie e superiori, si trovano
Manifesti pubblicitari di questo tipo ed è passata, in un clima
spesso di rassegnazione tra i docenti, la concezione che i
finanziamenti privati sono necessari per integrare (sempre più spesso
per sostituire, insieme ai contributi “volontari” dei genitori) la
spesa per i materiali scolastici. La Buona scuola renziana regolerà
definitivamente l'ingresso dei privati nelle scuole.
Le sponsorizzazioni che un privato farà ad un istituto
Verranno detratte fiscalmente fino al 75%. Il privato avrà diritto
con pochi euro di sedersi nel consiglio d'istituto della scuola,
determinare il piano didattico e quello dell'offerta formativa. A
questo aspetto dobbiamo aggiungere l'alternanza scuola lavoro che
obbligherà gli studenti a svolgere gratuitamente fino a 400 ore nelle
aziende partner dell'istituto, determinando una riduzione delle
ore di studio e un potenziale abbassamento, già nei fatti,
dell’età per il raggiungimento dell’obbligo scolastico. Gravissima è
l'istituzione in tal senso della figura del tutor aziendale presente
nelle commissioni degli esami di maturità (se non hai lavorato bene
o hai fatto il ribelle ti puniamo agli esami).
Ultimo aspetto è quello legato alle assunzioni dei precari. Il numero delle
assunzioni dovrebbe ridursi a sole centomila unità. Gli altri
precari storici dovranno sottoporsi ad un ennesimo concorso che
nell'arco di 5 anni dovrebbe prevedere l'ingresso di 60mila docenti.
Rimarrebbero tagliati fuori quasi 200mila precari, per i quali le
uniche alternative resterebbero l’espulsione dalla scuola o
l’entrata nel cosiddetto organico funzionale, fungendo
cioè da tappabuchi per coprire le supplenze brevi in varie scuole.
Inoltre una delega in bianco data al governo in materia di
Regolamentazione degli insegnanti dovrebbe prevedere il possibile
demansionamento per gli insegnanti di ruolo che risulteranno in sovrannumero o
non assunti per tre anni da nessun preside sceriffo. Così si
apre la strada alla piena licenziabilità nel settore pubblico, il
vero obiettivo che i padroni in tutta Europa stanno perseguendo
dopo esserci riusciti in Grecia.
Contro questo gioco al massacro della scuola pubblica, moltissimi docenti hanno
cominciato a mobilitarsi spontaneamente, tanto da costringere i
sindacati confederali e corporativi (dalla CGIL alla Gilda)
a convocare lo sciopero generale della scuola, indetto inizialmente
solo dai COBAS, che ha visto un’altissima adesione in tutt’Italia,
con molte scuole rimaste chiuse e con grandi manifestazioni
composte da docenti e studenti.
Accanto alle varie mobilitazioni di piazza che continuano, sono stati convocati
da tutti i sindacati, con forme diverse, gli scioperi degli scrutini
per due giorni con l’obiettivo di far cadere il DDL al senato;
sono stati smascherati tutti i proclami falsi tesi a spaventare gli
insegnanti con la minaccia della precettazione e ora si apre il momento
decisivo della lotta.
In diverse città di sono tenute assemblee unitarie di RSU (cosa mai accaduta!)
dove la maggioranza si è espressa per il blocco dei due giorni e
dove sono emerse contraddizioni tra i sindacati confederali che si
accontenterebbero di qualche modifica e quelli di base che
lottano per un ritiro totale del DDL.
E’ necessario appoggiare questa linea, sostenendo le proposte di casse di
solidarietà ai docenti in sciopero e favorendo, dove possibile,
picchetti informativi davanti alle scuole in agitazione come
ulteriori momenti di discussione, di solidarietà e di unità da
parte di famiglie e lavoratori.
Appoggiare le lotte in difesa della scuola pubblica condotte dagli
insegnanti e dagli studenti!
Contrastare i processi di privatizzazione delle scuole!
Le scuole devono essere un avamposto di lotta e di unità della classe nei
Quartieri delle nostre città!
Collettivo Tazebao
9 giugno 2015